Una storia da ricordare
Nel 2026 ricorrono gli 800 anni dalla morte della Beata Beatrice I d’Este, figura luminosa di fede, carità e contemplazione, profondamente legata al territorio degli Este e dei Colli Euganei.
Associazioni, comunità religiose ed enti culturali si uniscono per commemorare questa ricorrenza con celebrazioni, incontri spirituali, iniziative culturali e percorsi di riscoperta dei luoghi che custodiscono la sua memoria.
Dalla nobiltà alla povertà
Beatrice I d’Este nacque nel 1191 nella nobile famiglia degli Este, una delle casate più influenti dell’Italia medievale. Figlia del marchese Azzo VI, crebbe in un ambiente segnato dal prestigio politico ma anche da una viva sensibilità religiosa.
Fin dalla giovinezza mostrò un forte desiderio di vita evangelica, orientata alla preghiera, alla penitenza e alla carità verso i poveri. Rinunciò ai privilegi della condizione nobiliare scegliendo una forma di vita semplice e ritirata, ispirata agli ideali monastici emergenti nel suo tempo.
Dopo un primo periodo presso il monastero di Santa Margherita a Salarola, si ritirò sul Monte Gemola, nei Colli Euganei, dove visse in raccoglimento, dedicandosi alla contemplazione, al lavoro e all’assistenza dei bisognosi. Attorno a lei si formò una piccola comunità femminile.
Morì il 10 maggio 1226, lasciando una fama di santità che si diffuse rapidamente nel territorio. La sua memoria fu custodita nei secoli dalla devozione popolare e dalla tradizione monastica, che la venerano come esempio di umiltà, distacco dai beni terreni e amore per Dio.


La corte di Este
La città di Este rappresenta il luogo delle radici familiari e culturali della Beata. Nel Palazzo-Castello di Este, ora sostituito dal Trecentesco Castello Carrarese, visse gli anni della formazione, respirando la spiritualità e la tradizione cristiana che avrebbero segnato tutta la sua vita.
Oggi la città conserva testimonianze storiche della famiglia estense ed è punto di partenza ideale per conoscere la sua vicenda umana e spirituale.
Il Monastero del Gemola: cuore della vita contemplativa
Sul Monte Gemola, in territorio di Baone, Beatrice scelse il silenzio e l’essenzialità della vita monastica. Questo luogo, immerso nella natura dei Colli Euganei, divenne lo spazio della sua unione con Dio.
Il monastero di San Giovanni Battista, abbandonato dalle monache nel 1578 e trasformato in Villa nel Seicento, oggi è museo naturalistico, ma conserva un’atmosfera di raccoglimento nel cuore dei Colli Euganei che aiuta il visitatore a comprendere la scelta radicale della Beata.


Santa Sofia in Padova
Un altro luogo cruciale per Beata Beatrice d’Este è la Chiesa di Santa Sofia a Padova. Nel 1576, le monache del monastero di Gemola (dove Beatrice visse e morì nel 1226) si spostarono a Padova, portando con sé le spoglie della beata, che furono collocate proprio in questa chiesa.
Sulla navata di destra sorge ancora l’altare dedicato a Beata Beatrice I D’Este e a Beata Elena Enselmini, dove fino al 1957 si potevano omaggiare i corpi incorrotti delle due Beate.
In quell’anno le reliquie di Beata Beatrice furono traslate al Duomo di Este, ma la chiesa di Santa Sofia conserva comunque tracce di questa presenza, come lapidi e memorie delle monache benedettine.
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