Tappa1

Dalla sepoltura verso i luoghi in cui ha vissuto

Il sentiero parte dal cuore della città di Este, e in particolare dal Duomo, luogo di venerazione delle spoglie di Beata Beatrice, qui traslate nel 1957.
Dall’altare a lei dedicato inizia il cammino che attraversa i luoghi dove ha trascorso la sua esistenza terrena, prima come giovane nobildonna, e poi come monaca.

La Città di Este

Este è una delle città più antiche del Veneto, con origini che risalgono all’età del Ferro (IX–VIII secolo a.C.), quando fu centro della civiltà dei Paleoveneti.
Grazie alla posizione strategica ai piedi dei Colli Euganei, divenne un importante nodo commerciale e culturale, come testimoniano i ricchi reperti archeologici rinvenuti nell’area.
Tra VI e V secolo a.C. Este raggiunse il massimo splendore, affermandosi come uno dei principali centri della Venetia antica.
Con la romanizzazione (II secolo a.C.) la città fu integrata nel sistema di Roma, mantenendo un ruolo attivo nei traffici e nell’organizzazione agricola del territorio.
Dopo la caduta dell’Impero Romano attraversò un periodo di declino, ma tornò a rifiorire nel Medioevo.
Fu allora che la potente famiglia degli Este vi stabilì il proprio dominio, dando il nome alla casata destinata a diventare una delle più illustri d’Europa.
Tra XII e XIII secolo la città visse una stagione di rilievo politico e religioso, legata anche alla presenza della Beata Beatrice d’Este.
Successivamente passò sotto i Carraresi e poi alla Repubblica di Venezia, condividendone per secoli le sorti.
In età moderna Este si trasformò in centro agricolo e culturale, arricchito da ville, conventi e istituzioni religiose.
Oggi conserva un patrimonio storico e paesaggistico che riflette le molte stratificazioni della sua lunga vicenda millenaria.

Il Duomo di Este

Cuore spirituale della città di Este, l’attuale Duomo di Santa Tecla fu costruito tra 1690 e 1730 circa, quando la comunità decise di sostituire la precedente chiesa medievale con un edificio più ampio e rappresentativo. La nuova fabbrica, consacrata nella prima metà del Settecento, adottò un solenne linguaggio tardo barocco con orientamento neoclassico, caratterizzato da equilibrio compositivo, ampiezza degli spazi e grande luminosità, elementi pensati per valorizzare la celebrazione liturgica.

Tra le opere più significative spicca la celebre Pala di Giambattista Tiepolo, realizzata nel 1759, raffigurante Santa Tecla che intercede per la città di Este. Il dipinto, eseguito nella piena maturità dell’artista, unisce teatralità barocca e straordinaria leggerezza cromatica, con la santa che appare in gloria mentre la luce investe la scena creando un forte senso di elevazione spirituale. L’opera testimonia il prestigio raggiunto dalla comunità estense nel XVIII secolo, capace di commissionare lavori a uno dei massimi pittori europei.

All’interno si conserva inoltre un pregevole organo settecentesco, riconducibile alla tradizione organaria veneta e databile alla fine del XVIII secolo, strumento che mantiene caratteristiche foniche originali e testimonia l’importanza della musica nella liturgia della collegiata.

Il campanile, completato nel corso del XVIII secolo e successivamente rialzato fino agli attuali 55 metri, costituisce uno degli elementi verticali più riconoscibili del profilo urbano cittadino.

Il Duomo di Santa Tecla si configura così come una sintesi di architettura, arte e spiritualità maturata tra XVII e XVIII secolo, espressione della continuità religiosa e della vitalità culturale della città di Este.

Interno del Duomo di Este - (C) duomoeste.it

« Il mio tempio si chiamerà casa di preghiera per tutti i popoli». (Isaia)  

« i miei occhi e il mio cuore saranno rivolti a questo luogo per sempre ». Nel Santuario il pellegrino incontra il mistero di Dio, scoprendo il suo volto d’amore e di misericordia.
Nel pellegrinaggio l’uomo riconosce che « dalla sua nascita è chiamato al dialogo con Dio », e quindi attraverso esso è aiutato a scoprire che, per « rimanere in intimità con Dio », il cammino che gli viene offerto è Cristo, il Verbo fatto carne. L’itinerario del pellegrino cristiano deve rivelare questo « punto essenziale per il quale il cristianesimo si differenzia dalle altre religioni ». Nella sua totalità il pellegrinaggio deve manifestare « che per l’uomo il Creatore non è una potenza anonima e remota: è il Padre », e tutti siamo figli suoi, fratelli in Cristo Signore.
(Papa Francesco omelia s. Marta)

Le sue fondamenta sono sui monti santi;
il Signore ama le porte di Sion più di tutte le dimore di Giacobbe.
Di te si dicono cose stupende, città di Dio.  Il Signore scriverà nel libro dei popoli: là costui è nato.
E danzando canteranno: sono in te tutte le mie sorgenti
( Salmo 86)

1>2 Dal Duomo al Castello