All’ombra del Castello
Ci troviamo alle spalle del Castello Carrarese di Este, con la cinta muraria trecentesca e il Mastio a noi ben visibile.
Non è il castello dove visse Beatrice, ma sorge sulla medesima area, fortificata fin dal 1056.
La leggenda infatti secondo cui Beatrice sarebbe fuggita dalla porticina dietro il Mastio per rifugiarsi nel monastero del Colle Salarola, ma quel tratto di mura sarebbe stato eretto solo nel 1339 da Ubertino da Carrara, oltre un secolo dopo la fuga di Beatrice.

Il Castello di Este
È il principale simbolo storico della città, e una delle testimonianze meglio conservate dell’architettura militare medievale nel Veneto.
Le sue origini risalgono al periodo della signoria degli Este, potente famiglia che diede il nome alla città e ne fece un centro politico di rilievo tra XII e XIII secolo. L’attuale struttura, tuttavia, si deve soprattutto alla successiva dominazione dei Carraresi (XIV secolo), signori di Padova, che rafforzarono il complesso trasformandolo in una possente fortificazione difensiva. Alla fine del XV secolo perse progressivamente il suo ruolo strategico e venne adattato a usi civili. In epoca veneziana venne acquistato dai Moncenigo e trasformato in residenza di campagna. Una delle due ali del palazzo, l’unica sopravvissuta, è oggi sede del Museo Nazionale Atestino.
La cinta muraria attuale, lunga circa 1 km, è intervallata da 12 torri (in origine 14), e nella parte superiore sorgono la rocca e il mastio. Quest’ultimo è uno dei due punti visitabili della fortificazione, assieme alla Torre del Soccorso.
L’intera area interna è giardino pubblico dal 1915.


Villa Kunkler
Villa Kunkler sorge in un luogo di grande valore storico per la città di Este, nell’area che un tempo ospitava l’antico convento dei Cappuccini, presenza religiosa significativa per la vita spirituale e sociale del territorio. Nel corso dell’Ottocento il complesso fu trasformato in residenza privata, assumendo l’aspetto elegante della villa che ancora oggi si ammira, armoniosamente inserita nel paesaggio e circondata dal verde.
La dimora è legata anche alla stagione dei viaggi romantici in Italia: la tradizione ricorda infatti il passaggio a Este di illustri personalità della cultura europea, tra cui il poeta inglese Lord Byron e la scrittrice Mary Shelley, affascinati dal paesaggio dei Colli Euganei e dall’atmosfera suggestiva della città.
La villa, oggi residenza privata, rappresenta un luogo dove memoria monastica, storia cittadina e tradizione culturale si intrecciano in modo significativo.
Dai Giardini al colle
I Giardini del Castello Carrarese di Este offrono un ambiente verde nel cuore della città, caratterizzato da un giardino all’italiana, aree alberate e una flora tipica del paesaggio dei Colli Euganei. La vegetazione include piante fiorite, glicini che coprono le pergole e diverse specie arboree (dall’età di ben 150 anni!), tra cui il Cedro dell’Himalaya, il Tasso, il Tiglio, l’Abete, la Magnolia, il Ginkgo Biloba.
Uscendo dalle mura del Castello, iniziando a percorrere il nostro sentiero, la vegetazione si trasforma nel tipico bosco euganeo misto, dove la roverella, il castagno, il carpino, la robinia padroneggiano insieme ad un sottobosco ricco di pungitopo. Il pungitopo è una specie mediterranea presente in tutte le regioni d’Italia. Sui Colli Euganei è ampiamente diffuso, soprattutto nei siti più caldi. Cresce nella macchia mediterranea e negli aspetti più caldi dei boschi decidui. Tutta la pianta è tossica da fresca. Insieme all’agrifoglio è una delle piante tradizionali del Natale: la raccolta sconsiderata a fini commerciali ne ha minacciato la presenza allo stato spontaneo. I getti giovani sono commestibili previa cottura e vengono consumati come gli asparagi. In alcune regioni, con i rami spinosi della pianta venivano protetti i formaggi in stagionatura contro i morsi dei topi, da cui il nome italiano ‘pungitopo’.


Lungo il cammino della vita si seguono sempre le orme di quanti ci hanno preceduto.
Come sogliono cantare i viandanti, canta ma cammina; cantando consolati della fatica. Canta e cammina! Cosa vuol dire: cammina? Avanza, avanza nel bene, poiché, al dire dell’Apostolo ci sono certuni che progrediscono in peggio . Se tu progredisci, cammini; ma devi progredire nel bene, nella retta fede, nella buona condotta. Canta e cammina! Non uscire di strada, non volgerti indietro, non fermarti! (Sant’Agostino)
Possa anche tu, come è accaduto ai tanti santi pellegrini di tutti i tempi e di ogni luogo, poter incontrare il Signore sul cammino che ti stai preparando a fare. Chiedi occhi capaci di riconoscere il Padre nella fatica e nella bellezza che la strada ti metterà davanti. Il cuore poi lo scalderà Lui!
Perché mettersi in cammino? Per poterci riappropriare di ogni singolo attimo e scoprire che in esso c’è molto più di ciò che appare. La vita che conduciamo è frenetica, veloce e a volte alienante. Mettersi in cammino ci dona la possibilità di rallentare e di riconsiderare ad ogni passo la bellezza e il “di più” che il nostro cuore cerca e che il soffio dello Spirito ci manifesta.
Prima di te molti hanno camminato su questi sentieri. Anche loro si sono immersi nella bellezza e nella fatica della strada. Ricordando oggi la testimonianza silenziosa e perseverante della Beata Beatrice che ci dice: “Noi siamo pellegrini e forestieri in questo mondo”, la strada diventa per noi maestra di vita. Una metafora della vita.
“Dal suo seno sgorgheranno fiumi d’acqua viva (Gv. 37-39)
Beato chi trova in Te la sua forza
e decide nel suo cuore il santo viaggio.
Passando per la valle del pianto
la cambia in una sorgente,
anche la prima pioggia l’ammanta di benedizioni.
Cresce lungo il cammino il suo vigore,
finché compare davanti a Dio in Sion”. (Sl 83/84)
2-3 Da Villa Kunkler al bosco

Testi storici a cura di Pro Loco Baone. Fonti: wikipedia
Testi naturalistici a cura di Trekkin2thewild
Riflessione spirituale a cura delle monache benedettine del Monastero Sant’Antonio Abate di Ferrara.

