Villa Beatrice
Arrivare sul Monte Gemola significa ripercorrere l’ultimo pellegrinaggio terreno di Beatrice: in questo luogo giunse nel 1221 e qui il suo carisma diede frutti di santità. Dalla cima di questo colle, nonostante rimangano solo alcune tracce del convento duecentesco, possiamo assaporare il silenzio che favorisce la preghiera e allargare lo sguardo verso le altre vette degli Euganei meridionali — un tempo abitate e presidiate — per comprendere meglio il desiderio di rispettoso distacco dalla vita precedente che può aver animato il cuore di Beatrice.

Villa Beatrice
Sulla sommità del Monte Gemola, uno dei rilievi più suggestivi dei Colli Euganei, sorge oggi Villa Beatrice, un edificio che racchiude una lunga storia fatta di trasformazioni. In origine, nel Duecento, questo luogo ospitava un monastero benedettino femminile, fondato intorno al 1221 da Beatrice d’Este. Il complesso religioso rimase attivo per secoli, diventando un importante centro spirituale per il territorio circostante.
Con il passare del tempo e soprattutto dopo la soppressione degli ordini religiosi in età napoleonica agli inizi dell’Ottocento, il monastero venne progressivamente abbandonato e trasformato. Nel corso del XIX secolo l’edificio fu riconvertito in residenza privata, assumendo l’aspetto di villa che ancora oggi lo caratterizza. Le strutture originarie del monastero furono in parte riutilizzate e inglobate nelle nuove architetture, mantenendo però il legame con la storia del luogo.
Oggi Villa Beatrice si presenta come un punto panoramico di grande valore, immerso nel paesaggio dei Colli Euganei. La sua posizione dominante permette di abbracciare con lo sguardo la pianura e le colline circostanti, rendendola non solo un luogo storico, ma anche una tappa significativa per chi percorre questi territori.


Beatrice sul Gemola
La storia di questo luogo è indissolubilmente legata alla figura di Beatrice d’Este, che lo scelse come luogo di raccoglimento, dopo la breve permanenza sul Salarola. Qui fondò una comunità monastica e visse gli ultimi anni della sua vita in preghiera e contemplazione, fino alla morte nel 1226.
Qui venne sepolta Beatrice, e la sua figura fu presto oggetto di venerazione: già nei decenni successivi alla morte, Beatrice venne ricordata per la sua santità e per la scelta di vita dedicata alla spiritualità. Il monastero del Monte Gemola divenne così un luogo di devozione, legato alla memoria della giovane religiosa estense.
Ancora oggi il nome di Villa Beatrice conserva questa eredità. Anche se l’edificio attuale è frutto di trasformazioni successive, il sito continua a evocare la presenza di Beatrice e il significato spirituale che questo luogo ha avuto per secoli, sospeso tra storia, fede e paesaggio.

Ora i nostri piedi si fermano alle tue porte
“O Dio, tu sei il mio Dio, all’aurora ti cerco, di te ha sete l’anima mia,
a te anela la mia carne come terra deserta, arida, senz’acqua.
Così nel santuario ti ho cercato, per contemplare la tua potenza e la tua gloria”. (Sl. 63,1ss)
Abramo partì senza sapere dove andava, dove Dio lo avrebbe condotto. Si fidò della Parola di Dio e ciò gli fu accreditato a Giustizia.
Beatrice d’Este partì e si lasciò condurre da Dio. Vide sempre e solo il Bene che le veniva da Dio, per questo camminò dietro a Lui, senza lasciarsi distrarre dagli inganni di questo mondo. Come Pellegrina raggiunse molto presto la meta.
L’amore per la bellezza del creato è quasi l’unica via che permette a Dio di penetrare in noi. In tutto ciò che suscita in noi il sentimento puro e autentico del bello, c’è presenza reale di Dio. (Simon Weil)
“Quale gioia quando mi dissero: Andremo alla casa del Signore!
Ed ora i nostri piedi si fermano alle tue porte Gerusalemme.”
(Sl 121/122)
9>7 Ritorno verso Valle San Giorgio

Testi storici a cura di Pro Loco Baone. Fonti: wikipedia
Testi naturalistici a cura di Trekkin2thewild
Riflessione spirituale a cura delle monache benedettine del Monastero Sant’Antonio Abate di Ferrara.

